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Il nuoto è per tutti.

Oltre ogni barriera

Il progetto MediHability nasce per trasformare l'acqua in uno strumento di libertà.
Non è solo nuoto: è autonomia, è relazione, è scoperta di sé.

Le attività dedicate a persone con disabilità si tengono nella nostra struttura e sono svolte da uno staff tecnico altamente qualificato e preparato con lezioni individuali dedicate. Una modalità importante per sviluppare un rapporto di fiducia ed empatia che accompagnerà la persona durante tutta la frequenza.

Tutti i tecnici impegnati nel progetto sono in possesso di brevetto FIN, FINP e in alcuni casi FISDIR.

Le frequenze in piscina avvengono due volte alla settimana per un tempo in acqua di 50 minuti.

In una fase più avanzata viene potenziata la consapevolezza del corpo ed il movimento in acqua sino, in alcuni casi, allo svolgimento di veri e propri stili di nuoto. Prima di iniziare la frequenza, viene organizzata una prova che consente all'utente di capire se si sente a proprio agio nell'ambiente acquatico, al tecnico per comprenderne le caratteristiche peculiari, studiando così l'approccio più adatto alle sue esigenze.

Ecco cosa significa per chi lo vive ogni giorno

Tiziana Lenoci

Coordino questa attività da oltre 20 anni con un obiettivo chiaro: accogliere e valorizzare ogni atleta. Il metodo MediHability non è solo tecnica, ma un dialogo quotidiano con le famiglie e un monitoraggio costante. Vedere i nostri ragazzi passare dai primi schizzi in acqua alle eccellenze dell'agonismo, come i nostri campioni Marco, Alessandro e Ginevra, è la prova che l'inclusione è un traguardo possibile e vincente.

Tiziana Lenoci Coordinatrice MedyHability
Gabriella Zappatore

La vera competenza nasce dall'ascolto: guardare la persona e non la sua disabilità, parlando direttamente con lei e mai solo con chi la accompagna. Credo fermamente che l'empatia sia la base per guadagnare quella fiducia che permette di superare i limiti. In acqua non cerchiamo solo risultati tecnici, ma l'autostima necessaria a sentirsi liberi.

Gabriella Zappatore Istruttrice
Andrea Pugliese

Insegnare a un ragazzo con disabilità cognitiva significa, innanzitutto, avere il coraggio di capire prima di spiegare. Il mio lavoro è 'stare nel mezzo': non forzare mai, ma non abbandonare mai, usando il corpo e il gioco come linguaggi privilegiati. Non esistono soluzioni standard, esiste solo la capacità di adattarsi a chi si ha di fronte. Perché la vera vittoria non è la perfezione di uno stile, ma quell'abbraccio inaspettato che trasforma una lezione di nuoto in una relazione di vita.

Andrea Pugliese Istruttore
Daniela Scarnera

In anni di lavoro dedicato esclusivamente alla disabilità, ho imparato che essa risiede innanzitutto negli occhi di chi la guarda. Ognuno di noi convive con abilità e difficoltà; per questo considero la diversità non un limite, ma una risorsa e un’occasione di arricchimento. Il mio obiettivo è trasformare, attraverso il gioco, quello che sembra un ostacolo nel più grande punto di forza di ogni ragazzo.

Daniela Scarnera Istruttrice
Ileana Riso

In diciassette anni, al fianco della disabilità, ho imparato che l'acqua è prima di tutto uno spazio di relazione. Come tecnico, il mio compito è costruire percorsi su misura dove l'ascolto e l'empatia diventano le basi per la fiducia e la sicurezza. Perché la vera inclusione nasce dal rispetto dell'unicità di ogni individuo, trasformando il nuoto in uno strumento di autonomia.

Ileana Riso Istruttrice
Patrizia Sportelli

Dopo vent'anni, ogni primo giorno è ancora una grande incognita: ti chiedi se sarai all'altezza. Ma le risposte arrivano strada facendo, tra un allenamento personalizzato e una gara in acque libere. Vedere un ragazzo nuotare legato al mio polso per 450 metri in mare aperto è l'emozione che dà senso a tutto: lo sport non è solo tecnica, è uno strumento di liberazione e autonomia che trasforma ogni piccola vittoria in una grande conquista di vita.

Patrizia Sportelli Istruttrice
Saponaro

Ho iniziato questo percorso due anni fa con il timore di non essere all'altezza, ma errore dopo errore ho capito che non ero solo io a dover insegnare. Ho imparato ad adattare la tecnica e ad ascoltare davvero. Alla fine, i ruoli si sono invertiti: se io ero il loro istruttore di nuoto, loro sono stati i miei maestri di vita, insegnandomi la lezione più preziosa: l'empatia.

Francesco Saponaro Istruttore
Alessio Argentieri

Lavorare con questi ragazzi mi ha insegnato l'arte di rallentare. La piscina diventa un rifugio dove l'acqua scioglie le paure e la fiducia si costruisce un gesto alla volta. Qui, ogni piccolo progresso è una conquista enorme e un loro sorriso vale più di qualsiasi perfezione tecnica.

Alessio Argentieri Istruttore
Patrizia Sportelli

L'istruttore è il ponte per una vera inclusione: con competenza e cuore inseriamo i ragazzi con disabilità accanto ai loro coetanei. Ma questo ponte vacilla se manca la trasparenza. Il silenzio dei genitori, anche se nato per proteggere, finisce per privare i ragazzi del supporto che meritano. L'inclusione non si costruisce con i segreti, ma con un'alleanza sincera tra famiglia e vasca

Raffaella Perrotta Istruttrice
Logo Fin
Logo Finp
Logo Fisdr
Logo Comune di Taranto

Ogni bracciata è un passo avanti.

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